La
rissa di Belfast tra Italia e Irlanda
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Ci troviamo
in una Belfast che ci accoglie imbronciata, è il 4 dicembre
del 1957, un mercoledì, gli azzurri affrontano la trasferta
decisiva per contendersi l'ammissione ai campionati di calcio dell'anno
seguente in Svezia.
L'Irlanda del Nord ci attende allo stadio Windsor Park con l'intenzione
di fermare gli azzurri. A indossare la casacca verde tornano dall'Inghilterra
e dalla Scozia i migliori giocatori. Senonchè sorge un problema,
l'arbitro, l'ungherese Zsolt, resta bloccato all'aereoporto di Londra
per causa della nebbia.
Gli irlandesi lo sostituiscono con un loro compaesano di nome Mitchell
e ci propongono di giocare lo stesso. L'Italia rifiuta l'invito,
è al massimo e pronta a fare un'amichevole. Ma di 'partita-vera',
senza un'arbitro ufficiale, non se ne parla.
Si decide per l'amichevole, ma appena scesi in campo, Ghiggia, l'ala
destra azzurra, riceve uno sputo in faccia. sul primo allungo, invece,
quando la palla era già oltre la linea laterale, riceve un
calcio negli stinchi.
Di calcio non se ne vede, McMichael sferra un pugno alla nostra
mezzala Gratton e la platea applaude divertita.
Il 'divino' Schiaffino riceve un calcio alla testa mentre era chinato
a terra. Passano pochi minuti, quando il nostro portiere, Bugatti,
anticipa di precisone a terra MgParland, il quale gli rifila un
calcio in faccia.
Scoppia la rissa. Una gigantesca scazzottatura esplode tra le due
squadre in campo e al termine degli scontri viene mandato negli
spogliatoi Chiappella.
Nel frattempo tra un calcio e un pugno, si è svolto anche
un incontro di football e ci sono stati due gol per parte.
Mitchell fischia finalmente la fine. |
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