L'umiliazione
dell'Italia ai mondiali del 1962 in Cile
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Ai mondiali
del 1962 la nazionale azzurra, con tre allenatori, Ferrari, Spadacini
e Mazza.
Nella partita decisiva contro la rappresentativa del Paese organizzatore,
scrive una delle pagine più amare della storia del nostro
calcio.
Con una formazione che si rivelerà fatta dai giornalisti,
l'Italia dopo pochi minuti rimane in nove per le espulsioni di Ferrini
e David. L'Italo-argentino Maschio verrà preso a pugni da
un cileno. Nel finale il crollo: 2-0, eliminati.
Siamo a Santiago, ed è il lontano 2 giugno del 1962, Cile
- Italia, sono passati molti anni da quella gara, molti appassionati
di calcio non erano ancora nati, per cui vale la pena ricostruire
i 'misteri' che hanno avvolto quell'incontro.
L'Italia si presentò in Cile con tre allenatori, anche se
il tecnico vero è proprio era Giovanni Ferrari, ma vicino
aveva il presidente della Spal Mazza e il vicepresidente del Milan
Spadacini.
Gli azzurri ci tenevano a fare bella figura, anche perchè
le due ultime edizioni non ci avevano visti tra i protagonisti.
Il sorteggio non fu particolarmente favorevole. L'Italia si trovò
infatti in un girone comprendente Germania Ovest, Svizzera e Cile.
L'Italia cominciò a tremare ancora prima di scendere in campo.
Temeva la formazione alemanna e disperava con il tifo del pubblico
locale, che nei confronti dell'Italia si accanirono soprattutto
per i riferimenti fatti nei confronti del loro paese da due giornalisti
italiani.
Questi parlarono di povertà, miseria, barraccopoli ai margini
della città. Erano tutte cose vere, ma ciò non impedì
ai cileni di offendersi moralmente e di accanirsi contro la nostra
squadra.
L'albergo che ospitava gli azzurri venne minacciosamente circondato
da migliaia di cileni inferociti, e soltanto l'intervento delle
forze dell'ordine impedì che la contestazione non degenerasse.
L'Italia diventò la squadra da odiare.
Nel primo incontro l'Italia pareggiò 0-0 contro la Germania
Ovest, in un brutto incontro senza emozioni. Era ancora tutto da
giocare, il risultato decisivo era lo scontro-spareggio col Cile.
A questo punto lo staff italiano perse la testa. I giornalisti attaccarono
la triade per la squallida gara contro i tedeschi. I responsabili
invece di proseguire sulla loro strada, si fecero prendere dalla
critica e fecero una vera e propria rivoluzione.
Arriva il 2 giugno, arbitra, l'inglese Aston. Passano 5 minuti ed
è già dramma. Humberto Maschio, oriundo, si becca
un pugno in faccia da Leonel Sanchez. L'arbitro fa finta di non
vedere. Maschio rimane in campo, le sostituzioni non sono ancora
ammesse, ma gira come un automa, completamente stordito.
Al 7' minuto il secondo fattaccio, la mezz'ala azzurra Ferrini non
ci stà a fare la stessa fine di Maschio e, non appena Sanchez
gli si avventa minaccioso, parte per lui un diretto destro, il cileno
finisce a terra, facendo una grande sceneggiata e l'arbitro espelle
Ferrini. Italia in dieci.
Poco più tardi restiamo in nove, perchè Sanchez rifila
uno sberlone a david, questi ha un gesto di reazione e si ritrova
negli spogliatoi a far compagnia a Ferrini.
Gli azzurri rimangono in nove e con Maschio intontito, praticamente
dall'inizio della gara, si chiudono davanti a Mattrel, fanno le
barricate, ma resistono fino al 29' della ripresa, quando vengono
trafitti da Ramirez, a due minuti dal termine raddoppia Toro. |
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Foto
d'archivio dei Mondiali
La formazione carioca campione del mondo nel 1962 in Cile
IL TABELLINO DI CILE - ITALIA 2-0
Santiago
del Cile 2 giugno 1962
Cile:
Escuti - Eizaguirre - Navarro - Contreras - R. Sanchez - Rojas -
Ramirez - Toro - Landa - Fouilleux - L. Sanchez
Italia:
Mattrel - David - Robotti - Tumburus - Janich - Salvadore - Mora
- Maschio - Altafini - Ferrini - Menichelli
Arbitro:
Aston Inghilterra
Marcatori:
74' Ramirez, 88' Toro |
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