Eravamo scettici,
quasi indifferenti nei confronti della squadra azzurra. Non era
stato tanto il pareggio iniziale con la temuta Polonia, nè
quello successivo col derelitto Perù, quanto la partita con
il Camerun.
L'Italia passa il girone eliminatorio con tre miseri pareggi per
il rotto della cuffia. Ora ci aspettava l'Argentina, campione del
mondo in carica, e il Brasile di Zico
Falcao e Socrates. Il 29 giugno ci presentavamo davanti ai televisori
già rassegnati al nostro destino.
Ma non andò così, Zoff
e compagni da timidi gattini si erano trasformati in tigri feroci.
Gli azzurri accetta la battaglia colpo su colpo, e il piccolo Maradona
fù bloccato dagli artigli di Gentile che gli conficcò
addosso sino a strappargli la maglia e la gloria.
Lo scetticismo sparì quando al '57 Tardelli portà
l'Italia in vantaggio con uno splendido diagonale. Dieci minuti
più tardi, Cabrini diede il colpo di grazia.
Fù esaltante ma consapevoli che il prossimo avversario erano
i campioni carioca.
Arriva il 5 luglio, il primo inno è quello italiano, ma poi
un boato annuncia l'esecuzione dell'inno brasiliano, sullo schermo
appaiono, loro, i semidei: Zico, Falcao, Socrates, Cerezo, Eder
e via via tutti gli altri. No, non c'è l'avremmo mai fatta.
Ma tra quegli eroi forse c'era un tallone d'Achille, un comune mortale,
Valdir Peres era uno di noi. Già ma saremmo mai arrivati
a tu per tu con lui?
La risposta arrivò solo cinque minuti più tardi. Era
Paolo Rossi, proprio lui che era stato il calciatore più
contestato degli azzurri. Un colpo di testa su cross di Cabrini
e la palla fu in rete. Esultammo, ma con moderazione, pensammo,
adesso questi si scatenano. E difatti, di lì a poco, bastò
un affondo di Socrates, per mettere in ginocchio capitan Zoff. Gli
aspiranti campioni ricominciarono a giochicchiare aspettando il
momento migliore per dare il colpo ai catenacciari. Ma i catenacciari
italiani quel giorno non ci stavano. Di nuovo Paolo Rossi. Ruba
palla a Junior e va dritto verso la porta e realizza il 2-1 per
noi, con la gioia e la paura per quello che ci aspettava, sessantacinque
minuti d'assedio.
Il pareggio arrivò al '68 con Falcao, ma noi ci ricordammo
improvvisamente che fra Achille ed Ettore non c'è stato mai
stato un vero duello perchè il più forte vince sempre.
Ma non se lo ricordarono gli azzurri, quando a sedici minuti dalla
fine, Pablito
Rossi realizza il gol-vittoria.
Avevamo battuto i semidei, gli azzurri avevano compiuto un miracolo.
Adesso ci aspettava la Polonia, vedova di Boniek, squalificato,
ma orami era una pura formalità lungo il cammino che ci avrebbe
portato dritti alla finale del Santiago Bernabeu. Bastarono due
guizzi di Paolo Rossi per archiviare la gara.
Arriva domenica 11 luglio 1982, eccoli schierati, Zoff, Bergomi,
Cabrini, Gentile, Collovati, Scirea,
Conti,
Tardelli, Rossi, Oriali e Graziani e sugli spalti un tifoso d'eccezione
il presidente della Repubblica Sandro Pertini.
Ancora una finale, e ancora la Germania, dovevamo vincere, i tricolori
stavano già sui balconi. Dopo i primi colpi arrivò
subito il rigore, si incaricò Cabrini, ma il pallone andò
fuori. Incominciammo ad avere paura, ma durò poco grazie
a Dio.Ci pensò per la sesta volta lui, Rossi. Il 20 azzurro
è il più veloce di tutti a lanciarsi sul quel cross
di Gentile, all'inizio non capimmo niente tranne che era gol. Al
'69 il raddoppio di Tardelli con una staffilata dal limite.
2-0 ma temiamo ancora i tedeschi, riaffiorano vecchi ricordi, la
Germania non molla mai. Fu invece il gol di Altobelli, a darci l'agognata
certezza che stavamo laureandoci campioni del mondo per la terza
volta. Inutile e sterile il gol di Breither al '83.
Poi , tutti per le strade e per le piazze, fu la festa più
immensa che mai ci fu concesso di immaginare. Fu la notte in cui
tutti ci sentivamo davvero Fratelli d'Italia.
L'arbitro brasiliano Coelho fischia la fine della finale
del Mundial. Sul campo del Santiago Bernabeu di Madrid gli azzurri si
stringono in un lungo e frenetico abbraccio. Sono 'Campioni del Mondo'
come, con voce tremante di commozione, Nando Martellini ripete per tre
volte ai microfoni della TV
IL
CAMMINO DEL TRIONFO AZZURRO
GIRONE ELIMINATORIO
Vigo
14 giugno
ITALIA-POLONIA 0-0
Vigo
18 giugno
ITALIA-PERU' 1-1
Vigo
23 giugno
ITALIA-CAMERUN 1-1
GIRONE FINALE
Barcellona
29 giugno
ITALIA-ARGENTINA 2-1
Barcellona
5 luglio
ITALIA-BRASILE 3-2
SEMIFINALE
Barcellona 8 luglio
ITALIA-POLONIA 2-0
FINALE
Madrid 11 luglio 1982
ITALIA-GERMANIA OVEST 3-1
Italia - Germania una sfida che si è ripetuta anche negli ultimi
Mondiali 2006 e che ci ha fatto sentire di nuovo Fratelli d'Italia
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