L'indimenticabile
notte di Berlino tra Italia - Francia ci ha suggerito un'indagine
su uno dei momenti più appassionanti del calcio, la lotteria
dei calci di rigore.
Il tiro dal dischetto: che passione!
C'è chi storce il naso e, innoridito, afferma che quello
non è calcio perchè il calcio è fatto di
undici uomini contro undici e se si vince in undici e si perde
in undici e quindi non può essere calcio un atroce duello,
uno scontro uno contro uno, come ai tempi dei gladiatori.
Forse è vero, quello non è calcio, non è
più calcio. Però, pochi momenti, nel corso di una
partita hanno in sè tanto pathos, tanto fascino, tanta
suspense.
Un duello e come tale ha sempre un vinto e un vincitore. Questo
è il rigore.
Che forse non sarà calcio, ma che tanto meno è lotteria,
come qualcuno sostiene. Perchè lotteria significa solo
sorte, fortuna, caso. E, invece, nulla, nella sconvolgente tempesta
di pensieri che agita prima dell'esecuzione la mente di chi deve
tirare e di chi deve parare, nulla è lasciato al caso,
un duello non può, non deve essere lasciato al caso.
Ed è proprio qui, il fascino indiscreto del calcio di rigore. |