Italo Allodi,
popolare manager degli anni Settanta/Ottanta, è stato per
otto anni alla guida del centro tecnico di Coverciano in un momento
di grande splendore per l'Università del calcio italiano.
Inizia la sua gestione dopo la sconfitta della Nazionale ai mondiali
del 1974 in Germania. Allodi, presentò alla Federazione,
un innovativo piano di ristrutturazione del settore tecnico con
la riorganizzazione dei corsi per allenatori e con l'istituzione
del Centro studi, che scaturì nuovi impulsi al calcio italiano.
Nel' 76 venne inaugurato il primo superconcorso al quale si iscressero
23 tecnci fra cui: Marchesi, Corso, Giacomini,...
Alcune materie di studio erano esposte da docenti della Bocconi
di Milano e dell'università di Siena. Si spaziava, dalla
psicologia, corsi di lingue straniere, medicina dello sport, sessuologia,
alimentazione, cultura generale oltre a lezioni di tecnica calcistica
tenute da grandi allenatori italiani e stranieri.
L'obiettivo era di riuscire a intrecciare i rapporti, in modo
particolare quelli culturali, a tutti i livelli, fra allenatori,
manager, dirigenti, mass-media e pubblico, che è l'utente
principale del prodotto-calcio.
Italo Allodi fù il primo a riuscire ad instaurare rapporti
di collaborazione e di scambi di tecnici con le federazioni di
altre discipline sportive.
Grazie a questo prezioso contributo di Italo Allodi, il centro
tecnico di Coverciano è diventato l'università del
calcio internazionale.
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