Nella preparazione
delle squadre giovanili di calcio il principio conduttore e la
necessità di riunire negli esercizi il divertimento allo
sviluppo tecnico-tattico.
Addolcire l'allenamento mettendo in forma di gioco ogni parte
della seduta è tanto più efficace quanto minore
è l'età del ragazzo all'interno di una fascia compresa
tra i dieci e i sedici anni.
Nei primi due anni di questo periodo si deve porre l'obiettivo
di insegnare ai giovani a disporsi e muoversi con logica sul campo
di gioco.
Superati questi due primi anni si entra in una fase critica dello
sviluppo fisico compresa tra i tredici e quattordici anni. Questo
periodo corrisponde in parte alla pubertà durante la quale
molti fattori agiscono sulla stabilità emotiva del giovane
per cui si rende quasi obbligatorio il raggiungimento della più
assoluta serenità nell'allenamento.
Il gioco deve diventare parte fondamentale del metodo di insegnamento
per allentare le tensioni che possono formarsi nel gruppo familiare,
nella scuola, tra gli amici e in altre formazioni sociali.
Lo svago si configura strumento di distensione che tuttavia non
deve essere separato dall'affinamento di particolari qualità,
siano queste atletiche e tattiche. |