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I due capolavori del Trap: confronto tra la Juve 76-77 e l’Inter 88-89

I due grandi capolavori tattici di Giovanni Trapattoni.
Confronto tecnico tra la Juve che vinse il campionato a 51 punti e la coppa Uefa e lo scudetto dei record dell’Inter nella stagione 1988-89.
I due capolavori del Trap
Il Trap, nel corso della sua lunga e gloriosa carriera come allenatore e commissario tecnico ha raccolto molti successi anche oltre confine.
Tra le tante imprese di questo uomo ho scelto due capolavori che, anche se separati da 13 anni di distanza, hanno in comune molte analogie:
- Compatezza.
- Carattere.
- Grande padronanza del campo e dei propri mezzi.
- Lo stesso concetto tecnico-tattico.
- Molto simili anche le caratteristiche dei calciatori, seppur diversi singolarmente nell’interpretare il gioco.

La Juventus Campione d’Italia 1976-77 e coppa Uefa
Dino Zoff insuperabile tra i pali. Cuccureddu e Morini marcatori sulle punte, Gentile a spingere sulla fascia sinistra (Antonio Cabrini in panchina), Gaetano Scirea a dirigere la manovra.
Trio in copertura formato con Benetti, Tardelli coadiuvati dal guerriero Furino. Che all’occorrenza diventava letale con le conclusioni da lontano di Tardelli e Benetti.
In attacco i precisi cross di Causio per Bettega e i passaggi filtranti per l’opportunista Boninsegna.

L’Inter dello scudetto dei record del campionato 1988-89
Zenga saracinesca. Ferri e Bergomi in marcatura. Brehme sulla fascia sinistra.
Il terzetto di centrocampo è formato dallo stesso tedesco con Berti e Matthaeus. Mandorlini raddoppia e argina in difesa ma spesso si sgancia anche in avanti per finalizzare.
Bianchi fa la spola sulla fascia destra. Matteoli è il direttore d’orchestra che ispira le incornate di Serena ed il chirurgico sinistro di Diaz.

Confronto ruolo per ruolo tra la Juve del 76-77 e l’Inter 88-89
I nazionali Zoff e Zenga sono protetti da difese molto compatte. Cuccureddu - Morini e Bergomi - Ferri marcano a uomo e sono bravi a non vendere spazio di manovra agli avversari.
Nel ruolo di libero Scirea partecipava spesso in appoggio al centrocampo, con conseguente copertura di Furino. Mentre Mandorlini era determinante negli inserimenti sui calci da fermo.
Sulla fascia sinistra la Juve aveva Gentile, arcigno e tempestivo in fase difensiva. Mentre Brehme era più dotato tecnicamente, fondamentale il suo contributo in fase di spinta e di appoggio.
Molto simili le coppie Benetti - Tardelli e Berti - Matthaeus. Instancabili motori del centrocampo. Nel caso bianconero il compito di Furino era a protezione. Mentre Matteoli era coinvolto nella costruzione offensiva e all’inserimento dello stesso a ridosso delle punte.
Nel confronto tra i due tornati, Causio e Bianchi. La classe e la fantasia del “Barone” non hanno eguali, anche se il nerazzurro ha dimostrato un grande senso tattico.
In attacco, due coppie di campionissimi. Indiscutibile la classe di Bobbygol, meno forte di testa di Serena, ma più determinante in zona gol.
Molti simili Boninsegna e Diaz, forse un po più decisivo lo juventino, ma più tecnico e partecipe al gioco di squadra l’argentino.